Bollettino

  • Prevenzione delle batteriemie associate al catetere: le nuove linee direttive… dal punto di vista svizzero

    21. dicembre 2015

    Le batteriemie associate al catetere sono relativamente frequenti e si annoverano tra le infezioni nosocomiali piú studiate. Nella letteratura, il tasso di infezione è indicato in 1.8 fino a 5.2 casi ogni 1000 giorni di catetere. Le batteriemie associate al catetere sono causa di costi elevati e ospedalizzazioni prolungate. Inoltre, negli USA, in considerazione del fatto che si tratta di infezioni nosocomiali «evitabili», dal 2008 i costi generati dalle batteriemie associate al catetere non sono piú rimborsati dai Centers for Medicare and Medicaid Services, uno degli assicuratori malattia piú importanti. Questo sviluppo mostra come gli interventi tesi alla riduzione dei tassi di infezione siano, accanto all’obiettivo del promovimento della qualità nel campo della salute, anche di grande interesse per quanto concerne gli aspetti economici e politici del settore. Articolo in formato PDF

    D. Vogel, J. Marschall

  • Raccomandazioni aggiornate sulla profilassi peri-operatoria in Svizzera, 2015

    20. settembre 2015

    Le raccomandazioni di Swissnoso sulla profilassi antibiotica peri-operatoria (AMP) sono state pubblicate la prima volta nell’anno 2000. Da allora diverse organizzazioni e società di specialità hanno aggiornato le loro raccomandazioni sulla profilassi antibiotica includendo in particolare delle raccomandazioni sul momento di somministrazione, la scelta dell’antibiotico e il suo dosaggio (incluso l’adattamento al peso corporeo), eventuali ripetizioni della dose durante l’intervento e sulla durata della profilassi. Per questa ragione oggi si giustifica un aggiornamento delle raccomandazioni di Swissnoso che tenga conto delle nuove conoscenze e raccomandazioni. Queste raccomandazioni preliminari servono come base per il modulo di intervento «Swissnoso Surgical Site Infection». Le diverse società mediche svizzere di specialità che sono interessate da queste raccomandazioni sono invitate a fornire i loro commenti e proposte di miglioramento che verranno poi sintetizzate in una versione finale e quindi pubblicate come linee guida basate sul consenso. Articolo in formato PDF

    L. Senn, D. Vuichard, A. Widmer, G. Zanetti, St. Kuster

  • Sorveglianza epidemiologica e prevenzione di infezioni postoperatorie

    11. luglio 2014

    A paragone con il paziente internistico, il paziente chirurgico è esposto a un rischio maggiore di infezioni nosocomiali. Questa differenza si motiva soprattutto, ma non esclusivamente, con le infezioni postoperatorie, internazionalmente meglio conosciute come «surgical site infection» (SSI). Secondo il tipo di intervento, da meno dell’1% a oltre il 20% dei pazienti operati possono essere interessati da una SSI. Considerando la totalità dei pazienti, le SSI sono una delle infezioni nosocomiali piú conosciute e, con il 25% probabilmente anche la più frequente, se non si tiene conto delle infezioni asintomatiche delle vie urinarie. Una SSI prolunga la degenza in ospedale di 7-10 giorni, costa in media tra 3000 e 10’000 USD, porta al raddoppio dei costi operatori e accresce il rischio di decesso di un fattore compreso tra 2 e 11. Le cause all’origine di una SSI sono multifattoriali. Alcune di esse possono essere influenzate da misure preventive, oggetto di recenti verifiche inlinee guida britanniche e statunitensi. Tra tutti gli aspetti attuali, questo articolo si concentra su una misura concreta tesa a impedire le SSI: la sorveglianza epidemiologica, detta anche «surveillance». Articolo in formato PDF

    N. Troillet, A. Widmer

  • Enterobatteriacee con beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) in ospedale: nuove raccomandazioni Swissnoso 2014

    17. marzo 2014

    Le prime raccomandazioni riguardanti le misure di igiene ospedaliera da adottare in pazienti portatori di Enterobatteriacee con beta-lattamasi a spettro esteso (Extended Spectrum Beta-Lactamases, ESBL) sono state pubblicate nel 2004. Da allora, l’epidemiologia di questi patogeni è radicalmente cambiata e sono diventati disponibili nuovi dati sui rischi di trasmissione delle infezioni nosocomiali, che hanno conseguenze potenzialmente importanti per la gestione di pazienti con batteri produttori di ESBL. Attualmente, non vi è consenso, né a livello nazionale né internazionale, riguardo le misure per limitare la diffusione delle Enterobatteriacee ESBL negli ospedali. Ciò spiega la moltitudine di differenti linee guida nei vari ospedali. Quest’articolo, facendo tesoro degli articoli scientifici pubblicati dopo il 2004, si propone di elaborare una raccomandazione comune per lo screening di pazienti portatori di Enterobatteriacee ESBL e per le misure profilattiche miranti a prevenirne la diffusione negli ospedali svizzeri. Articolo in formato PDF

    F. Tissot, A. Widmer, S.P. Kuster e G. Zanetti

  • Sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico in Svizzera: bisogna rendere pubblici i risultati degli ospedali?

    10. luglio 2013

    Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono fra le infezioni legate alle cure mediche più frequenti. Sono definite come infezioni che sopraggiungono in seguito ad un intervento chirurgico a livello degli organi toccati dall’intervento o dell’incisione che è stata praticata per raggiungerli (1,2). In Svizzera, degli studi nazionali di prevalenza effettuati da Swissnoso hanno mostrato che le ISC erano le infezioni nosocomiali più frequenti se si tralasciavano le infezioni urinarie asintomatiche. A seconda del tipo di intervento preso in considerazione le ISC concernono dall’1% ad oltre il 20% dei pazienti operati (4-6). Nel corso degli ultimi decenni sono stati messi in atto dei sistemi di sorveglianza, dapprima negli Sati Uniti e poi, secondo i principi del sistema americano, anche in Europa (4,7-9). Essi hanno lo scopo di recensire il tasso di ISC per poi comunicarlo agli ospedali e alle équipes chirurgiche in modo da sensibilizzarli a questa complicazione parzialmente evitabile e aiutarli a valutare l’efficacia delle misure di prevenzione. Da qualche anno è in atto un dibattito sull’utilità di rendere pubblici i risultati degli ospedali, in particolare proprio per le ISC. Alcuni stati americani e certi paesi, come per esempio il Regno Unito, hanno scelto proprio questa opzione. Altri invece, come la Germania, la Francia e l’Olanda, hanno scelto finora di mantenere confidenziali i risultati, pur pubblicando la lista degli ospedali che partecipano alla sorveglianza (10). Articolo in formato PDF

    N. Troillet, M. C. Eisenring, C. Balmelli, K. Mühlemann, A. Widmer, H. Sax, G. Zanetti e C. Ruef

  • Introduzione da parte dei laboratori di microbiologia in Svizzera della norma EUCAST per determinare la sensibilità agli antibiotici: implicazioni microbiologiche e cliniche

    12. aprile 2013

    a determinazione in vitro della sensibilità dei batteri agli antibiotici è indispensabile per guidare l’antibioticoterapia in quanto permette da un lato di intervenire in modo mirato sulla terapia del singolo paziente e dall’altro, grazie alla conoscenza delle sensibilità locali, facilita la prescrizione empirica di un antibiotico. Dal punto di vista epidemiologico, essa permette di seguire l’evoluzione delle resistenze agli antibiotici a livello locale (ospedale) o nazionale (in modo particolare grazie al programma anresis: www.anresis.ch). Per eseguire questi antibiogrammi sono stati sviluppati e standardizzati diversi metodi: i test di diffusione (mediante i dischetti o usando gli Etest®) e i test di diluzione in brodo (microdiluzione) come quelli usati da certi automatici (Vitek 2, Phoenix, Microscan) spesso accompagnati da un “sistema esperto”. In Svizzera da molti anni l’interpretazione di questi test (S per sensibile, R per resistente e I per intermedio o indeterminato) si basa su delle concentrazioni critiche (breakpoints) stabilite dal comitato americano CLSI (in precedenza NCCLS). In Europa molti paesi hanno sviluppato i propri metodi e criteri di interpretazione (BSAC nel Regno Unito, CA-SFM in Francia, CRG nei Paesi Bassi, DIN in Germania, NWGA in Norvegia e SRGA in Svezia). Qualche anno fa, un comitato di esperti appartenente alla Società Europea di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ESCMID) ha armonizzato questi lavori e ha sviluppato una metodologia unica per testare la sensibilità dei microrganismi agli antibiotici. Questo comitato (EUCAST per European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing) propone una metodologia unificata per l’insieme dei paesi europei. Articolo in formato PDF

    J. Bille, R. Zbinden

  • Pubblicazione degli indicatori di qualità legati alle infezioni nosocomiali: rischi e benefici

    30. gennaio 2013

    Negli ultimi anni la trasparenza e il dovere di “rendere conto” (accountability) hanno assunto un’importanza crescente nell’ambito della sanità e sono sempre più richiesti dai media, dalle organizzazioni che rappresentano i pazienti e dagli organi di accreditamento. Una maggiore trasparenza, ottenuta per esempio rendendo pubblici in modo non anonimizzato la frequenza delle infezioni nosocomiali di ogni istituto sanitario, rappresenterebbe senz’altro un incitamento a migliorare la qualità delle cure. In questo contesto, in un numero crescente di paesi, la pubblicazione degli indicatori legati alle infezioni nosocomiali viene imposta dalla legge (1). Questo accade sebbene l’utilità della pubblicazione non è mai stata dimostrata in modo evidente e nonostante le numerose difficoltà metodologiche non risolte. Come dobbiamo valutare questa tendenza? Articolo in formato PDF

    T. Haustein, H. Sax, N. Troillet e S. Harbarth

  • Raccomandazioni per il personale sanitario infetto dai virus dell’epatite B, l’epatite C o dell’immunodeficienza umana: prevenzione del rischio di trasmissione ai pazienti

    26. aprile 2012

    Ufficio Federale di Salute Pubblica Unità di Direzione della Salute Pubblica, Divisione Malattie trasmissibili Centro di referenza per le infezioni trasmissibili per via ematica nel settore sanitario Il rischio di trasmissione di un agente patogeno, durante le cure o altre misure medico-sanitarie, è un problema conosciuto da tempo dai professionisti sanitari e dai pazienti. In questo contesto sono importanti i virus che si trasmettono per via ematica e che possono indurre un’infezione cronica. Sono particolarmente rilevanti le infezioni causate dai virus dell’epatite B (HBV), epatite C (HCV) o immunodeficienza umana (HIV). L’Ufficio Federale di Salute Pubblica (UFSP), in collaborazione con i Centri di referenza per le infezioni trasmissibili per via ematica, ha elaborato un documento che vuole essere un aiuto per l’informazione e per i processi decisionali. Questo documento tratta soprattutto della trasmissione di questi virus dal personale di cura ai pazienti. Le raccomandazioni concernenti la trasmissione da pazienti a personale di cura, per contro, sono già state largamente diffuse (1). Queste direttive e raccomandazioni si rivolgono alle persone che esercitano un’attività nel settore della sanità o che stanno svolgendo una formazione in quell’ambito, come pure alle autorità sanitarie. Di seguito verrà descritto l’essenziale di queste direttive e raccomandazioni. Il documento originale è disponibile in francese e in tedesco in formato pdf sul sito internet dell’UFSP. Articolo in formato PDF

    R. Kammerlander, C. Ruef, C. Colombo, P. Francioli e F. Zysset

  • Raccomandazioni per la prevenzione e il controllo delle infezioni negli asili nido d’ospedale

    10. maggio 2010

    Come molte altre aziende, anche alcuni ospedali mettono a disposizione dei loro collaboratori un asilo nido. La particolarità di queste strutture ospedaliere è che i genitori dei bambini ospitati si occupano delle cure dei pazienti ricoverati e sono quindi a rischio di trasmettere loro delle infezioni. Per questo motivo il gruppo Swiss-NOSO ha preparato delle raccomandazioni adattate a queste situazioni. Queste raccomandazioni sono parzialmente applicabili anche agli asili nido situati al di fuori del contesto ospedaliero. Articolo in formato PDF

    M. Bühlmann, C. Berger, U. Heininger, B. Vaudaux e A. Widmer

  • Raccomandazioni per il trattamento della scabbia negli ospedali acuti e negli istituti a lunga degenza

    10. maggio 2010

    La scabbia è un’ectoparassitosi trasmissibile da persona a persona causata dall’acaro Sarcoptes scabiei. I sintomi e la terapia dei casi isolati sono stati descritti in dettaglio in una pubblicazione apparsa su SwissNOSO nel 1998. Questo articolo illustra più in dettaglio gli aspetti legati all’apparizione di casi di scabbia all’interno di ospedali e istituti di cura a lunga degenza. Articolo in formato PDF

    M. Bühlmann, P. Itin, G. Zanetti, e A. Widmer

Bollettino Swissnoso

Il bollettino Swissnoso tratta di diversi aspetti della prevenzione delle infezioni nosocomiali e della resistenza agli antibiotici.

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