Bollettino

  • Sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico in Svizzera: bisogna rendere pubblici i risultati degli ospedali?

    10. luglio 2013

    Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono fra le infezioni legate alle cure mediche più frequenti. Sono definite come infezioni che sopraggiungono in seguito ad un intervento chirurgico a livello degli organi toccati dall’intervento o dell’incisione che è stata praticata per raggiungerli (1,2). In Svizzera, degli studi nazionali di prevalenza effettuati da Swissnoso hanno mostrato che le ISC erano le infezioni nosocomiali più frequenti se si tralasciavano le infezioni urinarie asintomatiche. A seconda del tipo di intervento preso in considerazione le ISC concernono dall’1% ad oltre il 20% dei pazienti operati (4-6). Nel corso degli ultimi decenni sono stati messi in atto dei sistemi di sorveglianza, dapprima negli Sati Uniti e poi, secondo i principi del sistema americano, anche in Europa (4,7-9). Essi hanno lo scopo di recensire il tasso di ISC per poi comunicarlo agli ospedali e alle équipes chirurgiche in modo da sensibilizzarli a questa complicazione parzialmente evitabile e aiutarli a valutare l’efficacia delle misure di prevenzione. Da qualche anno è in atto un dibattito sull’utilità di rendere pubblici i risultati degli ospedali, in particolare proprio per le ISC. Alcuni stati americani e certi paesi, come per esempio il Regno Unito, hanno scelto proprio questa opzione. Altri invece, come la Germania, la Francia e l’Olanda, hanno scelto finora di mantenere confidenziali i risultati, pur pubblicando la lista degli ospedali che partecipano alla sorveglianza (10). Articolo in formato PDF

    N. Troillet, M. C. Eisenring, C. Balmelli, K. Mühlemann, A. Widmer, H. Sax, G. Zanetti e C. Ruef

  • Introduzione da parte dei laboratori di microbiologia in Svizzera della norma EUCAST per determinare la sensibilità agli antibiotici: implicazioni microbiologiche e cliniche

    12. aprile 2013

    a determinazione in vitro della sensibilità dei batteri agli antibiotici è indispensabile per guidare l’antibioticoterapia in quanto permette da un lato di intervenire in modo mirato sulla terapia del singolo paziente e dall’altro, grazie alla conoscenza delle sensibilità locali, facilita la prescrizione empirica di un antibiotico. Dal punto di vista epidemiologico, essa permette di seguire l’evoluzione delle resistenze agli antibiotici a livello locale (ospedale) o nazionale (in modo particolare grazie al programma anresis: www.anresis.ch). Per eseguire questi antibiogrammi sono stati sviluppati e standardizzati diversi metodi: i test di diffusione (mediante i dischetti o usando gli Etest®) e i test di diluzione in brodo (microdiluzione) come quelli usati da certi automatici (Vitek 2, Phoenix, Microscan) spesso accompagnati da un “sistema esperto”. In Svizzera da molti anni l’interpretazione di questi test (S per sensibile, R per resistente e I per intermedio o indeterminato) si basa su delle concentrazioni critiche (breakpoints) stabilite dal comitato americano CLSI (in precedenza NCCLS). In Europa molti paesi hanno sviluppato i propri metodi e criteri di interpretazione (BSAC nel Regno Unito, CA-SFM in Francia, CRG nei Paesi Bassi, DIN in Germania, NWGA in Norvegia e SRGA in Svezia). Qualche anno fa, un comitato di esperti appartenente alla Società Europea di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive (ESCMID) ha armonizzato questi lavori e ha sviluppato una metodologia unica per testare la sensibilità dei microrganismi agli antibiotici. Questo comitato (EUCAST per European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing) propone una metodologia unificata per l’insieme dei paesi europei. Articolo in formato PDF

    J. Bille, R. Zbinden

  • Pubblicazione degli indicatori di qualità legati alle infezioni nosocomiali: rischi e benefici

    30. gennaio 2013

    Negli ultimi anni la trasparenza e il dovere di “rendere conto” (accountability) hanno assunto un’importanza crescente nell’ambito della sanità e sono sempre più richiesti dai media, dalle organizzazioni che rappresentano i pazienti e dagli organi di accreditamento. Una maggiore trasparenza, ottenuta per esempio rendendo pubblici in modo non anonimizzato la frequenza delle infezioni nosocomiali di ogni istituto sanitario, rappresenterebbe senz’altro un incitamento a migliorare la qualità delle cure. In questo contesto, in un numero crescente di paesi, la pubblicazione degli indicatori legati alle infezioni nosocomiali viene imposta dalla legge (1). Questo accade sebbene l’utilità della pubblicazione non è mai stata dimostrata in modo evidente e nonostante le numerose difficoltà metodologiche non risolte. Come dobbiamo valutare questa tendenza? Articolo in formato PDF

    T. Haustein, H. Sax, N. Troillet e S. Harbarth

  • Raccomandazioni per il personale sanitario infetto dai virus dell’epatite B, l’epatite C o dell’immunodeficienza umana: prevenzione del rischio di trasmissione ai pazienti

    26. aprile 2012

    Ufficio Federale di Salute Pubblica Unità di Direzione della Salute Pubblica, Divisione Malattie trasmissibili Centro di referenza per le infezioni trasmissibili per via ematica nel settore sanitario Il rischio di trasmissione di un agente patogeno, durante le cure o altre misure medico-sanitarie, è un problema conosciuto da tempo dai professionisti sanitari e dai pazienti. In questo contesto sono importanti i virus che si trasmettono per via ematica e che possono indurre un’infezione cronica. Sono particolarmente rilevanti le infezioni causate dai virus dell’epatite B (HBV), epatite C (HCV) o immunodeficienza umana (HIV). L’Ufficio Federale di Salute Pubblica (UFSP), in collaborazione con i Centri di referenza per le infezioni trasmissibili per via ematica, ha elaborato un documento che vuole essere un aiuto per l’informazione e per i processi decisionali. Questo documento tratta soprattutto della trasmissione di questi virus dal personale di cura ai pazienti. Le raccomandazioni concernenti la trasmissione da pazienti a personale di cura, per contro, sono già state largamente diffuse (1). Queste direttive e raccomandazioni si rivolgono alle persone che esercitano un’attività nel settore della sanità o che stanno svolgendo una formazione in quell’ambito, come pure alle autorità sanitarie. Di seguito verrà descritto l’essenziale di queste direttive e raccomandazioni. Il documento originale è disponibile in francese e in tedesco in formato pdf sul sito internet dell’UFSP. Articolo in formato PDF

    R. Kammerlander, C. Ruef, C. Colombo, P. Francioli e F. Zysset

  • Raccomandazioni per la prevenzione e il controllo delle infezioni negli asili nido d’ospedale

    10. maggio 2010

    Come molte altre aziende, anche alcuni ospedali mettono a disposizione dei loro collaboratori un asilo nido. La particolarità di queste strutture ospedaliere è che i genitori dei bambini ospitati si occupano delle cure dei pazienti ricoverati e sono quindi a rischio di trasmettere loro delle infezioni. Per questo motivo il gruppo Swiss-NOSO ha preparato delle raccomandazioni adattate a queste situazioni. Queste raccomandazioni sono parzialmente applicabili anche agli asili nido situati al di fuori del contesto ospedaliero. Articolo in formato PDF

    M. Bühlmann, C. Berger, U. Heininger, B. Vaudaux e A. Widmer

  • Raccomandazioni per il trattamento della scabbia negli ospedali acuti e negli istituti a lunga degenza

    10. maggio 2010

    La scabbia è un’ectoparassitosi trasmissibile da persona a persona causata dall’acaro Sarcoptes scabiei. I sintomi e la terapia dei casi isolati sono stati descritti in dettaglio in una pubblicazione apparsa su SwissNOSO nel 1998. Questo articolo illustra più in dettaglio gli aspetti legati all’apparizione di casi di scabbia all’interno di ospedali e istituti di cura a lunga degenza. Articolo in formato PDF

    M. Bühlmann, P. Itin, G. Zanetti, e A. Widmer

  • Un’invenzione svizzera ha avuto un successo mondiale : e in Svizzera?

    10. febbraio 2010

    Il lancio della campagna nazionale svizzera per l’igiene delle mani è iniziato con una conferenza stampa a Berna il 26 gennaio 2006, seguita da numerosi avvenimenti locali e nazionali (www.swisshandhygiene.ch). Articolo in formato PDF

    H. Sax

  • “Clean Care is Safer Care”: l’OMS dedica la prima Sfida mondiale alla sicurezza dei pazienti e alla prevenzione delle infezioni

    10. febbraio 2010

    Le infezioni nosocomiali (IN) colpiscono ogni anno centinaia di milioni di individui nel mondo. Le ILC costituiscono una sfida importante per la medicina moderna poiché rimettono in questione la sicurezza delle cure. Queste infezioni sono in effetti le complicazioni più frequenti delle attività di cura praticate in ambito ospedaliero, ambulatoriale e domiciliare e costituiscono un importante problema di salute pubblica in quanto sono associate ad un’elevata morbilità e mortalità e perché sono almeno in parte evitabili. Queste infezioni generano inoltre un grosso dispendio di risorse umane, di materiale e finanziario. In ambito ospedaliero, le IN generano complicazioni nel 5% a 15% dei ricoveri (cure acute) nei paesi sviluppati ma ancora di più nei paesi in via di sviluppo. In ambito ambulatoriale l’importanza del problema non è conosciuta in quanto non è mai stata misurata. Articolo in formato PDF

    D. Pittet, B. Allegranzi, M. Chraïti, C. Ruef e H. Sax

  • Nuove raccomandazioni americane per le misure di isolamento negli istituti di cura: significato per la Svizzera

    10. dicembre 2009

    Per tanto alle precauzioni universali, che negli anni ’ 90 sono diventate le precauzioni standard, e alle precauzioni addizionalimirateadeipatogenispecifici, sonostateaggiunte in questa pubblicazione delle misure di isolamento e delle raccomandazioni adattate a delle sindromi cliniche, piuttosto che a degli agenti infettivi. Queste ultime si rivolgono prima di tutto ai servizi di urgenza dove, nel migliore dei casi, si può solo porre una diagnosi di sospetto di fronte a una malattia infettiva particolare. Articolo in formato PDF

    A. F.Widmer, Ch. Ruef, N. Troillet

  • Prevenzione delle infezioni nosocomiali

    10. dicembre 2009

    Le “Guidelines for isolation precautions” pubblicate negli Stati Uniti dal “Center for Disease Control and Prevention “costituiscono una referenza inevitabile per tutte le persone implicate nella prevenzione delle infezioni nosocomiali. Questo documento permette di capire come si articolano le differenti attività di prevenzione, e ne espone le basi in modo molto ricco e documentato. In questo bollettino di SwissNOSO A.Widmer e colleghi presentano le grandi linee dell’ imponente edizione 2007. Articolo in formato PDF

    G.Zanetti, C.Ruef

Bollettino Swissnoso

Il bollettino Swissnoso tratta di diversi aspetti della prevenzione delle infezioni nosocomiali e della resistenza agli antibiotici.

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