Bollettino

  • Infezioni nosocomiali in pediatria

    10. settembre 1999

    Il concetto moderno di igiene ospedaliera si è sviluppato nel corso di questo secolo, in seguito all'apparizione di epidemie dovute a Staphylococcus aureus nei servizi di neonatologia degli Stati Uniti. Gli sforzi intrapresi nel cercare di controllare queste epidemie hanno portato alla creazione di un programma specifico per il controllo delle infezioni ospedaliere presso i 'Centers for Disease Control and Prevention' (CDC) di Atlanta. Già allora, furono utilizzate tecniche moderne quali la tipizzazione dei plasmidi negli isolati clinici di S. aureus. Inoltre, studi epidemiologici intrapresi a quel tempo sul modo di trasmissione dello Staphylococcus aureus hanno fornito preziose conoscenze che sono utilizzate ancora adesso. Articolo in formato PDF

    K. Mühlemann, C. Aebi, N. Troillet

  • Articoli interessanti: Requirements for infrastucture and essential activities of infection control and epidemiology in hospitals: A consensus panel report

    10. giugno 1999

    Lo studio SENIC (Study on the Efficacy of nosocomial infection control; 1974-1983) ha dimostrato l’utilità di un programma di igiene ospedaliera. Da allora, l’efficacia ,e soprattutto il rapporto costo/efficacia di un certo numero di misure di prevenzione sono stati ricercati in numerosi studi. Malgrado ciò, stranamente esistono pochi documenti che riassumono i programmi e le procedure che vale la pena di mettere in atto per garantire un successo nella prevenzione. Ecco la ragione per cui la Society for Health Care Epidemiology of America (SHEA) ha incaricato un gruppo di esperti di riassumere le raccomandazioni essenziali. Articolo in formato PDF

    Scheckler WE et al., Am J Infect Control 1998; 26: 47-60

  • Prevenzione delle infezioni nosocomiali in cure intense

    10. giugno 1999

    Le infezioni nosocomiali sono associate ad un aumento della morbilità, della mortalità e dei costi. La loro frequenza è particolarmente elevata nell’ambito delle cure intensive, in ragione delle patologie presentate dai pazienti e delle tecniche invasive utilizzate. In uno studio multicentrico europeo nei reparti di medicina intensiva, è stata osservata una prevalenza di infezioni nosocomiali fra il 9.7 e il 30.5% (1). Sebbene questa importante variazione nella frequenza possa essere attribuita a differenze nelle popolazioni di pazienti o a problemi metodologici (frequenti), è ugualmente possibile che possa essere spiegata, almeno in parte, da differenze nell’efficacia degli strumenti impiegati nel controllo e nella prevenzione delle infezioni nosocomiali, com’è stato suggerito da ampi studi epidemiologici. Articolo in formato PDF

    P. Francioli, K. Muehlemenn

  • Riutilizzo di strumenti monouso: presa di posizione dei centri nazionali di referenza per l’igiene ospedaliera in Germania.

    10. giugno 1999

    Sul piano nazionale e internazionale, esistono molti ospedali che praticano il “reprocessing” o la risterilizzazione di strumenti medici monouso, allo scopo di riutilizzarli sul medesimo, o su diversi pazienti. Si tratta in particolare di strumenti costosi come per esempio i cateteri per l’angiografia. Negli Stati Uniti, più del 60% dei filtri di emodialisi previsti per un uso unico sono “riprocessati”. Sul mercato americano esistono degli apparecchi che permettono il riciclaggio dei filtri per l’emodialisi e dei cateteri cardiaci (1). Articolo in formato PDF

    Nazionales Referenzzentrum (NRZ) für Krankenhaushygiene : H. Rüden, F. Daschner

  • Editoriale, giugno 1999

    10. giugno 1999

    Sicurezza, sì, ma a quale prezzo? L’aumento dei costi della salute ci obbliga sempre più a porci questa domanda. Dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza federale sugli strumenti medici (ODim), la controversia concernente il riutilizzo del materiale monouso è molto accesa. Swiss-NOSO ha pubblicato diversi articoli su questo soggetto e ha ricevuto una presa di posizione dei Professori H. Rüden e F. Daschner dei Centri Nazionali di Referenza per l’igiene ospedaliera in Germania. A titolo eccezionale, il Comitato ha deciso di pubblicarla aggiungendo inoltre l’interpellanza del Consigliere Nazionale Berberat e la risposta del Consiglio Federale. Articolo in formato PDF

  • Articoli interessanti: An outbreak of multidrug resistant pneumococcal pneumonia and bacteriemia among unvaccinated nursing home residents

    10. marzo 1999

    L’articolo di Nuorti et al. illustra le potenziali conseguenze della mancata applicazione di misure preventive semplici, in particolare della vaccinazione anti-pneumococcica, in persone anziane che soggiornano in uno stabilimento medico-sociale. Nel febbraio 1996, in una regione rurale dell’Oklahoma, 11 ospiti su 85 (13%) svilupparono una polmonite batterica, 3 delle quali furono mortali. Il germe in causa era uno S. pneumoniae sierotipo 23F multiresistente, che ha potuto essere isolato nelle emocolture o negli espettorati di 7 pazienti su 11 con polmonite e negli strisci naso-faringei del 23% dei pensionanti e del 3% del personale curante. Articolo in formato PDF

    Nuorti J.P. et al., N Engl J Med 1998; 26: 1861-1868.

  • Riutilizzazione dei filtri di emodialisi

    10. marzo 1999

    Come già evocato in un articolo di Swiss-NOSO (1998; 5: 2), il riutilizzo del materiale monouso in ambito ospedaliero è regolato dall’Ordinanza sul materiale medico (ODim) entrata pienamente in vigore il 14.06.1998 (SR 819.124; AS 1996 987, disponibile come pdf-file all’indirizzo http:// www.admin.ch/ch/d/sr/c819_124.html). Questa ordinanza prevede che materiale medico non possa essere messo sul mercato senza soddisfare le precise esigenze descritte nell’annesso 1 alla norma 93/42/EWG7, e per il materiale medico impiantabile nella norma 90/385/EWG8. Prima di poter riutilizzare materiale medico monouso è necessario l’assoggettamento ad un certificato di conformità come se si trattasse di materiale nuovo. Articolo in formato PDF

    A. Widmer, F. Brunner

  • Sorveglianza epidemiologica delle infezioni del sito chirurgico: dai principi alla pratica.

    10. marzo 1999

    Le infezioni del sito chirurgico (ISC) nascondono delle insidie per la salute pubblica, malgrado i progressi realizzati nella loro prevenzione grazie al miglioramento delle tecniche e all’uso di antibiotici per profilassi. Si stima per esempio, che negli Stati Uniti esse rappresentano un quarto delle infezioni nosocomiali, cioè circa 500’000 casi all’anno e che sono direttamente responsabili ogni anno di più di 3’200 decessi e indirettamente di quasi 10’000 decessi (Morbid Mortal Wkly Report 1992; 41:783). Il costo medio di una tale infezione, considerando solo l’aumento dei costi dovuti al soggiorno ospedaliero, si avvicina ai 6’000 Franchi Svizzeri (Infect Control Hosp Epidemiol 1998; 19: 254). Articolo in formato PDF

    N. Troillet

  • Editoriale, marzo1999

    10. marzo 1999

    L’infezione del sito chirurgico è una delle infezioni nosocomiali più frequenti e più temute anche in Svizzera. In effetti, malgrado i progressi importanti realizzati in materia di chirurgia, anestesia, strumentazione e ambiente operatorio, l’infezione del sito chirurgico resta associata a una morbilità significativa e a importanti costi supplementari; essa ricopre quindi un ruolo importante per il paziente, la sua famiglia e il sistema sanitario. I principali fattori di rischio d’infezione del sito chirurgico, i principi generali per la prevenzione e alcune misure specifiche , sono stati descritti in numerosi articoli precedentemente pubblicati su Swiss-NOSO. Articolo in formato PDF

    D. Pittet e O. Huber

  • Articoli interessanti: Transmission of Human Herpesvirus 8 Infection from Renal- Transplant Donors to Recipients

    10. dicembre 1998

    Il virus HHV-8 (Human Herpesvirus 8) è stato recentemente scoperto e associato allo sviluppo del sarcoma di Kaposi, in particolare nei paziente HIV positivi. Altri pazienti immunosoppressi come i riceventi di trapianti d’organo presentano pure un’alta incidenza di sarcoma di Kaposi. In questo studio (realizzato a Basilea) gli autori hanno esaminato dei campioni di siero prelevati prima e dopo trapianto renale in 220 pazienti seguiti per almeno 4 anni dopo il trapianto. Articolo in formato PDF

    N. Regamey et al., New Eng J Med, 1998; 339: 1358-1363.

Bollettino Swissnoso

Il bollettino Swissnoso tratta di diversi aspetti della prevenzione delle infezioni nosocomiali e della resistenza agli antibiotici.

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