Bollettino

  • Isolamento e precauzioni per la prevenzione delle malattie trasmissibili in ospedale

    10. dicembre 1998

    La trasmissione delle malattie infettive all’interno dell’ospedale rappresenta un rischio per pazienti e personale. E’ quindi importante sviluppare delle strategie di prevenzione sia per le malattie frequenti, sia per quelle più rare. Un certo numero di condizioni devono essere adempite affinché tali strategie possano funzionare con successo: avere un alto grado di sospetto e conoscere in dettaglio i modi di trasmissione, i periodi di incubazione e l’efficacia delle diverse misure preventive. I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta negli USA hanno recentemente pubblicato delle raccomandazioni aggiornate e revisionate. In questo articolo sono riassunti la filosofia e i punti chiave di queste raccomandazioni. Articolo in formato PDF

    C. Ruef, P. Raselli, P. Francioli

  • Scabbia e pediculosi: epidemiologia, presa a carico e prevenzione

    10. dicembre 1998

    Sebbene le ectoparassitosi non siano delle affezioni gravi in quanto tali, i disagi (prurito) che generano alle persone che ne sono affette e l’alto grado di contagiosità in alcune circostanze (per esempio la scabbia norvegese), devono spingere il medico a sconfiggere rapidamente queste affezioni, a trattarle in modo appropriato e ad operare le misure necessarie per prevenire l’infezione delle persone a contatto con il paziente. Articolo in formato PDF

    D. Guggisberg

  • Infezioni nosocomiali da virus respiratorio sinciziale: la stagione è alle porte !

    10. dicembre 1998

    Il virus respiratorio sinciziale (virus RS) appartiene alla famiglia dei Paramyxovirus. E’ dunque imparentato con il virus della parotite, del morbillo e il parainfluenzale. La sua capacità di formare, in colture cellulari, delle cellule giganti (o sincizi) è all’origine del suo appellativo. Tutti i paramyxovirus hanno un genoma costituito da RNA a catena singola e sono avvolti da uno strato lipidico. Sono quindi inattivati da tutti i disinfettanti e dalle normali procedure di sterilizzazione. La messa in evidenza del virus RS nelle secrezioni naso-faringee è possibile grazie a dei test rapidi (immunofluorescenza diretta o indiretta, ELISA, ecc.). Articolo in formato PDF

    Ka. Mühlemann, B. Vaudaux

  • Editoriale, dicembre 1998

    10. dicembre 1998

    Questo numero tratta le nuove raccomandazioni deiCDC (Centers for Disease Control and Prevention) concernenti le precauzioni e gli isolamenti nel settore delle cure. Si tratta di un articolo che riassume un testo originale ben più lungo e dettagliato (vedi http://www.cdc.gov/ ncidod/hip/Guide/guide.htm) esaminandolo sotto una prospettiva svizzera. Questo articolo non vuole dare semplicemente delle raccomandazioni che possano essere applicate in ogni ospedale, ma speriamo possa servire ciò nondimeno a rivalutare le misure precauzionali attualmente in uso alla luce delle nuove direttive, a sollevare un certo numero di domande pertinenti nella pratica quotidiana che potranno essere trattate nella rubrica “la posta dei lettori” di Articolo in formato PDF

    C. Ruef e P. Francioli

  • Articoli interessanti: Influenza A: Gründe für die niedrige Impf-Compliance beim Spitalpersonal und Möglichkeiten der Aufklärung über Gebrauch und Effizienz der Impfung im Spitalbereich

    10. settembre 1998

    L’influenza è una malattia da non sottovalutare, in modo particolare nei soggetti anziani e immunodepressi. Numerose epidemie intra-istituzionali sono state descritte. Malgrado delle raccomandazioni ripetute per la vaccinazione antinfluenzale, la compliance presso il personale ospedaliero resta debole. L’articolo in questione esamina le ragioni della cattiva osservanza, per immaginare dei mezzi di intervento e valutare il loro impatto. Articolo in formato PDF

    Habarth S., Siegriest C.A., Schira J.C., Wunderli W., Pittet D. Infect Control Hosp Epidemiol, 1998; 19: 337-342.

  • Batteriemie nosocomiali (2a parte)

    10. settembre 1998

    La maggior parte delle infezioni ospedaliere che si manifestano in modo epidemico si osservano nei reparti di cure intensive nonostante che questi reparti accolgano in generale meno del 10% dei pazienti ospedalizzati nel nosocomio. Dall’analisi della letteratura inglese o francese, risulta come i tre quarti di tutte le batteriemie nosocomiali, che si sono manifestate in modo epidemico fra il 1980 e il 1990, hanno interessato o concernevano uno o più reparti di cure intensive. Articolo in formato PDF

    D. Pittet, C. Ruef

  • Strategie per ottimizzare l’uso di antibiotici in ospedale

    10. settembre 1998

    L’uso di antibiotici nella medicina moderna è diventato insostituibile, grazie al loro impiego nel trattamento e nella prevenzione di infezioni ritenute in passato incurabili. Malgrado il ruolo positivo degli antibiotici, dobbiamo considerare in modo critico il rovescio della medaglia. Gli antibiotici rappresentano circa il 30% del budget per i medicamenti di un ospedale (Salama et al., Can J Infect Dis, 1996; 7: 104-9). E’ preoccupante soprattutto il fatto che il 50% delle prescrizioni antibiotiche possono essere errate (Marr et al., J Infect Dis, 1987; 157: 869-76). Infine, il consumo di antibiotici è responsabile della selezione di microrganismi resistenti (Cohen, Science, 1992; 257: 1050- 5). Articolo in formato PDF

    E. Bernasconi, C. Ruef

  • Editoriale, settembre 1998

    10. settembre 1998

    I problemi legati alle malattie infettive sono molto cambiati nel corso dell’ultimo ventennio. Ogni anno sono identificati nuovi agenti patogeni responsabili di malattie che venivano in precedenza definite genericamente come delle sindromi. A questo si aggiunge la disponibilità d’antibiotici molto efficaci che possono essere somministrati per via orale e che si prestano quindi alla pratica ambulatoriale. Questo implica tuttavia delle nuove responsabilità per i medici. Articolo in formato PDF

    A.F. Widmer, P. Francioli

  • Articoli interessanti: Ausserhalb des Spitals erworbene Methicillin-resistente S. aureus (MRSA) in Kindern ohne bekannte Risikofaktoren

    10. giugno 1998

    In questo studio è stata valutata la frequenza d’isolamento di ceppi MRSA acquisiti in comunità (messa in evidenza del germe in un prelievo realizzato durante le prime 72 ore dall’ospedalizzazione) durante due diversi periodi a Chicago. Tutti i bambini ospedalizzati durante questi due periodi nei quali è stata riscontrata la presenza di S. aureus sono stati inclusi nello studio. Gli autori hanno distinto i pazienti in due gruppi: presenza o assenza di fattori di rischio, quali ospedalizzazione o antibioterapia negli ultimi sei mesi, intubazione, malattie croniche, presenza di un catetere intravenoso o urinario, intervento chirurgico. Articolo in formato PDF

    Herold B. C. et al JAMA 1998; 279; 593-8

  • Riutilizzo del materiale monouso negli ospedali

    10. giugno 1998

    Le esigenze in materia di qualità e documentazione della sterilizzazione si sono sviluppate in maniera importante dall’inizio degli anni novanta. Sotto l’influsso della Comunità Europea, sono state sviluppate delle norme in base alle esigenze dell’industria che sono poi state estese all’ambito ospedaliero e da 3 anni sono entrate in vigore anche in Svizzera. Fondamentalmente, una centrale che sterilizza una varietà di prodotti, strumenti e apparecchi è considerata un fabbricante (come per esempio un produttore di protesi articolari). Finora non c’erano obblighi legali per una centrale di questo tipo e non c’era nessuna formazione obbligatoria del personale nel campo della sterilizzazione. Anche all’ospedale Cantonale di Basilea delle direttive per la formazione di questo personale esistono e vengono messe in pratica solo dal 1996. Ancora oggi esistono molte centrali di sterilizzazione che non dispongono di personale specializzato. Articolo in formato PDF

    A. F. Widmer, P. Franciol

Bollettino Swissnoso

Il bollettino Swissnoso tratta di diversi aspetti della prevenzione delle infezioni nosocomiali e della resistenza agli antibiotici.

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