Endoscopie flessibili e rischio di trasmissione dell’epatite C

10.06.2003
Diversi studi intrapresi parallelamente allo sviluppo di tecniche diagnostiche invasive hanno sollevato delle domande, durante la procedura, sull’eventuale trasmissione di agenti infettivi. Tra questi, il virus dell’epatite C è considerato particolarmente importante. Diversi studi epidemiologici hanno infatti dimostrato un aumento della prevalenza di epatite C nei pazienti che hanno subito una endoscopia. (GastroenterolClinBiol 1995;19:340. N Engl J Med 1996; 335:1609. Hepatology 1997; 26:485). Presa conoscenza di questi dati alcuni paesi come la Francia, la Germania e la Svizzera decisero di escludere dalla donazione di sangue tutte le persone che avessero subito una endoscopia nei 6 a 12 mesi precedenti. Attualmente regna quindi una certa insicurezza in merito al rischio di trasmissione di questa malattia infettiva durante queste indagini diagnostiche.
R.J. Piso, Ch. Ruef, N. Troillet